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Automazione e controllo integrati nella progettazione elettrica industriale

Automazione e controllo: nuove esigenze per la progettazione elettrica

Impianti connessi, dati e flessibilità stanno modificando il modo di progettare i sistemi elettrici industriali

Automazione e controllo non sono più funzioni aggiunte al termine della progettazione elettrica. Negli impianti industriali moderni influenzano fin dall’inizio l’architettura dei quadri, la distribuzione delle alimentazioni, la separazione dei circuiti, la scelta dei componenti e le modalità con cui il sistema dovrà comunicare con macchine, sensori e piattaforme di supervisione.

L’aumento dei dispositivi connessi, la disponibilità di dati in tempo reale e la necessità di modificare rapidamente processi e configurazioni rendono il progetto più articolato. Il quadro elettrico deve gestire energia e protezioni, ma anche ospitare PLC, moduli di comunicazione, strumenti di misura, dispositivi di rete e interfacce operatore.

Questa evoluzione è già visibile nei sistemi descritti da Sices nell’approfondimento dedicato a automazione industriale e sistemi di controllo, dove PLC, HMI, SCADA e reti industriali vengono considerati come parti coordinate della stessa infrastruttura.

Perché automazione e controllo cambiano la progettazione elettrica

In un impianto tradizionale, molte decisioni potevano essere prese concentrandosi principalmente su potenze, correnti, protezioni e distribuzione. Oggi questi aspetti restano fondamentali, ma devono essere messi in relazione con requisiti funzionali e digitali più ampi.

La progettazione deve comprendere quali informazioni saranno raccolte, dove verranno elaborate, quali dispositivi dovranno comunicare e come il sistema reagirà alle diverse condizioni operative. È necessario definire anche quali funzioni dovranno rimanere disponibili in caso di perdita della rete dati, guasto di un sensore o indisponibilità del sistema di supervisione.

Le nuove esigenze riguardano quindi:

  • integrazione tra circuiti di potenza, comando e comunicazione;
  • gestione di un numero crescente di sensori e dispositivi intelligenti;
  • scambio dati tra PLC, HMI, SCADA e sistemi gestionali;
  • accesso locale e remoto alle informazioni operative;
  • protezione delle reti di automazione;
  • tracciabilità di allarmi, eventi e modifiche;
  • possibilità di ampliare o riconfigurare l’impianto;
  • continuità operativa e comportamento sicuro in caso di anomalia.

Automazione e controllo diventano così requisiti trasversali, che collegano progettazione elettrica, software, sicurezza, manutenzione e organizzazione del processo produttivo.

L’analisi iniziale deve comprendere anche le funzioni del sistema

La qualità del progetto dipende dalla completezza delle informazioni raccolte nelle prime fasi. Oltre ai dati elettrici, devono essere definite le sequenze operative, gli stati della macchina o dell’impianto, le condizioni di allarme e le azioni richieste agli operatori.

Un’analisi funzionale completa dovrebbe chiarire:

  • quali apparecchiature devono essere comandate;
  • quali variabili devono essere misurate;
  • quali sequenze devono essere automatiche;
  • quali comandi devono rimanere disponibili localmente;
  • come deve comportarsi il sistema dopo un’interruzione dell’alimentazione;
  • quali consensi e interblocchi devono essere verificati;
  • quali dati devono essere registrati e conservati;
  • quali sistemi esterni devono ricevere o inviare informazioni.

Il processo progettuale dei quadri elettrici deve quindi collegare specifiche elettriche e specifiche funzionali. Una variazione nel processo può modificare il numero di ingressi e uscite, la logica di sicurezza, la struttura della rete o la potenza richiesta dai servizi ausiliari.

Separare correttamente potenza, comando e comunicazione

L’integrazione non significa collocare tutti i componenti nello stesso spazio senza una struttura precisa. Nei quadri destinati ad automazione e controllo, la separazione tra circuiti di potenza, segnali analogici, ingressi digitali e collegamenti di rete è determinante per affidabilità e qualità delle comunicazioni.

Il layout interno deve considerare interferenze elettromagnetiche, dissipazione termica, accessibilità, raggi di curvatura dei cavi e possibilità di eseguire manutenzione senza coinvolgere sezioni non interessate.

Azionamenti, inverter, alimentatori switching e contattori possono generare disturbi che influenzano sensori e linee dati. La disposizione dei componenti, la messa a terra, la schermatura e il percorso dei cavi devono quindi essere definiti come parte della stessa architettura elettrica.

Una suddivisione funzionale chiara facilita anche la diagnosi. Quando alimentazioni, segnali e comunicazioni sono identificati e documentati correttamente, diventa più semplice individuare l’origine di un’anomalia e limitare i tempi di intervento.

PLC, HMI e SCADA richiedono un’architettura coerente

Il PLC gestisce le sequenze e le logiche operative, l’HMI permette l’interazione con l’operatore e lo SCADA raccoglie dati, stati e allarmi a livello di impianto. La presenza di questi sistemi richiede scelte coordinate fin dalla progettazione.

La norma IEC 61131-3:2025 definisce sintassi e semantica dei principali linguaggi utilizzati per i controllori programmabili, tra cui Structured Text, Ladder Diagram e Function Block Diagram. La standardizzazione del software non elimina la necessità di definire con precisione struttura, modularità, gestione degli errori e interfacce con l’hardware.

Per questo automazione e controllo devono essere sviluppati insieme allo schema elettrico. Gli indirizzi, le liste I/O, le descrizioni dei segnali e le modalità di comunicazione devono rimanere coerenti tra documentazione, cablaggio e software.

Una modifica eseguita solo in uno di questi livelli può creare disallineamenti difficili da individuare durante il collaudo o dopo la messa in servizio.

Reti industriali e interoperabilità tra dispositivi

Ethernet industriale, bus di campo e protocolli aperti permettono di collegare controllori, strumenti, inverter, protezioni e sistemi di supervisione. La possibilità di scambiare dati amplia le funzioni disponibili, ma introduce nuove dipendenze.

La progettazione deve definire topologia, velocità, disponibilità, ridondanza e segmentazione della rete. Deve inoltre considerare il comportamento del processo in caso di perdita di comunicazione: un dispositivo può mantenere l’ultimo comando, arrestarsi, passare in modalità locale oppure attivare una condizione predefinita.

La scelta del protocollo non può essere basata soltanto sulla compatibilità nominale. È necessario verificare quali dati siano effettivamente disponibili, con quale frequenza possano essere aggiornati e come vengano gestiti diagnostica, sincronizzazione e qualità del segnale.

Nei sistemi complessi, automazione e controllo richiedono quindi una matrice delle comunicazioni che indichi dispositivi, variabili scambiate, direzione dei dati, priorità e comportamento in caso di errore.

Dati operativi, misure e qualità dell’informazione

I dati sono utili solo quando derivano da misure affidabili e vengono interpretati nel corretto contesto. Correnti, tensioni, temperature, pressioni, portate, stati e tempi di funzionamento possono supportare supervisione, manutenzione e analisi delle prestazioni.

La progettazione elettrica deve prevedere strumenti adeguati, alimentazioni stabili, protezione dei segnali e una corretta gestione delle scale di misura. Deve inoltre definire quali dati debbano essere visualizzati in tempo reale, quali registrati come storico e quali utilizzati per generare allarmi.

L’integrazione descritta nell’articolo Sices sui quadri elettrici intelligenti, il telecontrollo e la manutenzione mostra come il valore del monitoraggio dipenda dalla capacità di trasformare i dati in informazioni utilizzabili.

Un numero eccessivo di allarmi non classificati può rendere più difficile comprendere le priorità. Al contrario, una struttura basata su severità, causa, conseguenza e azione richiesta rende la supervisione più efficace.

Cybersecurity industriale come requisito di progetto

La connessione tra sistemi di produzione, reti aziendali e servizi remoti aumenta la superficie esposta a errori di configurazione e accessi non autorizzati. Per questo la cybersecurity non può essere affrontata soltanto dopo l’avviamento.

La serie IEC 62443 è stata sviluppata per proteggere i sistemi di automazione e controllo industriale lungo il loro ciclo di vita. La parte IEC 62443-3-2 include la suddivisione del sistema in zone e condotti e la valutazione dei rischi associati.

In termini progettuali, questo significa considerare:

  • segmentazione tra rete di controllo e rete aziendale;
  • gestione degli accessi e dei diversi livelli di autorizzazione;
  • protezione delle porte e dei servizi non necessari;
  • registrazione degli eventi rilevanti;
  • procedure per backup e ripristino;
  • modalità sicure di assistenza remota;
  • gestione delle configurazioni e degli aggiornamenti.

Automazione e controllo richiedono quindi una collaborazione più stretta tra progettisti elettrici, programmatori, responsabili OT e funzioni IT, con responsabilità definite già nella fase di specifica.

Sicurezza funzionale e comportamento in caso di guasto

L’automazione deve essere distinta dalle funzioni di sicurezza, pur mantenendo un comportamento coordinato. Arresti di emergenza, ripari, consensi e funzioni che riducono il rischio devono essere progettati in base alla valutazione dei pericoli e non affidati automaticamente alla normale logica di processo.

La IEC 60204-1:2016+A1:2021 si applica agli equipaggiamenti elettrici, elettronici e programmabili delle macchine e costituisce un riferimento per alimentazione, protezione, comandi e documentazione.

Per le macchine e i prodotti correlati immessi sul mercato dell’Unione europea, il Regolamento (UE) 2023/1230 diventerà applicabile dal 20 gennaio 2027, sostituendo la precedente Direttiva Macchine.

Il progetto deve stabilire cosa accade in presenza di perdita di alimentazione, guasto del PLC, interruzione della comunicazione o segnale incoerente. Le condizioni sicure devono essere definite e verificate, evitando che l’esito dipenda da interpretazioni introdotte solo durante la programmazione.

Modularità e scalabilità per impianti che cambiano

Processi produttivi, ricette, capacità e apparecchiature possono evolvere nel tempo. Un sistema rigido obbliga a modifiche invasive, mentre un’architettura modulare consente di integrare nuove funzioni con un impatto più controllato.

La scalabilità dei sistemi di automazione e controllo riguarda sia l’hardware sia il software. Nel quadro possono essere previsti spazi, riserve di alimentazione, porte di comunicazione e moduli I/O aggiuntivi. Nel programma, funzioni e dispositivi possono essere organizzati in blocchi riutilizzabili e documentati.

L’evoluzione di automazione e controllo richiede inoltre che le possibilità di ampliamento vengano valutate insieme ai limiti fisici ed elettrici del sistema.

La modularità non significa sovradimensionare senza criterio. Significa individuare le evoluzioni plausibili e predisporre margini proporzionati, mantenendo sotto controllo dissipazione, selettività, correnti di cortocircuito e capacità delle alimentazioni ausiliarie.

Progettazione digitale e coerenza della documentazione

L’aumento della complessità rende più importante mantenere allineati schema elettrico, layout, distinta componenti, lista I/O, configurazione di rete e software.

Gli strumenti di progettazione digitale permettono di collegare informazioni che in passato venivano gestite separatamente. Nell’approfondimento su digital twin e quadri elettrici, Sices descrive l’uso di EPLAN per mantenere coerenza tra schema, layout, cablaggio e documentazione.

Per i sistemi di automazione e controllo, la documentazione dovrebbe includere almeno:

  • schemi elettrici aggiornati;
  • architettura della rete e indirizzamento;
  • lista degli ingressi e delle uscite;
  • descrizione delle sequenze operative;
  • matrice di allarmi, consensi e interblocchi;
  • versioni del software e delle configurazioni;
  • procedure di backup e ripristino;
  • rapporti di prova e modifiche eseguite.

Una documentazione completa riduce la dipendenza dalla conoscenza informale delle singole persone e rende più gestibile l’intero ciclo di vita dell’impianto.

Testare non soltanto i componenti, ma gli scenari operativi

Il collaudo di un quadro automatizzato deve verificare cablaggi, protezioni e componenti, ma anche la risposta del sistema alle diverse condizioni previste.

Le prove possono comprendere simulazione degli ingressi, verifica delle uscite, controllo delle sequenze, test degli allarmi, perdita delle comunicazioni, riavvio dopo un’interruzione e verifica dei diversi livelli di accesso.

Quando possibile, il Factory Acceptance Test consente di validare parte delle funzioni prima dell’installazione. Il Site Acceptance Test verifica invece l’integrazione con apparecchiature, sensori e reti presenti nel sito reale.

Come evidenziato nell’approfondimento Sices sui test e collaudi dei quadri elettrici industriali, le verifiche non costituiscono una fase finale isolata, ma uno strumento per validare le scelte progettuali.

Commissioning e gestione delle modifiche

Durante il commissioning, automazione e controllo vengono verificati nel contesto effettivo dell’impianto. È in questa fase che emergono differenze tra specifiche, condizioni del sito e comportamento reale delle apparecchiature.

Ogni modifica deve essere registrata e trasferita nella documentazione finale. Cambiare un parametro, un indirizzo o una sequenza senza aggiornare schemi e file di progetto crea una divergenza che può diventare critica negli interventi successivi.

Anche la gestione delle versioni software deve essere strutturata. Copie di sicurezza, registrazione delle modifiche e identificazione della versione installata permettono di ripristinare il sistema e comprendere l’origine di eventuali variazioni di comportamento.

Una progettazione elettrica orientata all’intero ciclo di vita

Le nuove esigenze non riguardano soltanto l’avvio dell’impianto. Un sistema deve poter essere monitorato, mantenuto, aggiornato e compreso anche a distanza di anni.

La progettazione orientata al ciclo di vita considera accessibilità dei componenti, disponibilità dei ricambi, compatibilità delle versioni, possibilità di aggiornamento e chiarezza della diagnostica.

Automazione e controllo modificano quindi il ruolo del quadro elettrico: da punto di distribuzione e comando a infrastruttura nella quale energia, logiche, dati e comunicazioni devono rimanere coerenti.

La qualità del risultato dipende dalla capacità di progettare queste dimensioni come parti di un unico sistema, definendo fin dall’inizio requisiti, responsabilità, scenari operativi e criteri di verifica.

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